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Posted in Prestiti

Consulenza antiusura, come evitare l’anatocismo

Oggi sempre più aziende, soprattutto quelle più piccole, si ritrovano ad avere necessità di un aiuto finanziario. La crisi economica degli ultimi anni ha minato seriamente il budget aziendale generando il fenomeno del ricorso ai prestiti finanziari bancari, dato che quelli concessi da regioni e Stato sono sempre più spesso erogati a singhiozzo. La forte tassazione, inoltre, ha reso necessario per diverse imprese il ricorso al finanziamento bancario. Ma restando in argomento prestiti, un problema davanti al quale diversi utenti si sono ritrovati è quello dell’anatocismo. Ma cosa è questa pratica, e soprattutto, si può evitare di di avervi a che fare? Lo scopriamo assieme parlando anche di consulenza antiusura.

Consulenza antiusura: l’anatocismo bancario

Prima di capire come fare per evitare di finire stretti nelle maglie dell’anatocismo bancario, dobbiamo sapere di cosa stiamo parlando. L’anatocismo altro non è che il calcolo degli interessi su degli interessi già esistenti e che sono maturati su una somma di denaro chiesta in prestito. Quindi, gli interessi maturati su una determinata somma, si capitalizzano, ovvero si trasformano a loro volta in capitale sul quale vengono aggiunti ulteriori interessi (interesse composto). Un esempio semplice per capire di cosa si tratti è questo.

Immaginate di chiedere un prestito di 1.000 euro il 1 gennaio del 2016. Al 31 dicembre del 2017 avrete, col tasso dell’1%, maturato in 12 mesi 10 euro di interessi, il totale della cifra da restituire sarà quindi di 1.010 euro. Nel caso venga applicato l’anatocismo, però, il 1 gennaio del 2017 la somma da restituire diventerà di 1.020,10, vengono considerati quindi parte del capitale anche gli interessi applicati. Cosa accade quindi al 31 dicembre del 2018? Che la banca matura interessi pari a 10 centesimi, quindi gli interessi maturati sui 10 euro che erano già a loro volta degli interessi e che sono stati aggiunti al capitale.

Ma l’anatocismo è davvero consentito?

anatocismo02La risposta ve la diamo subito: no! Tutte le nuove regole sulle operazioni bancarie vietano qualsiasi forma di applicazione di interessi  sugli interessi dell’utente, mentre non cambiano quelli che sono gli interessi di mora, quindi quelli che si applicano quando il cliente non salda il debito entro i termini pattuiti dal contratto, anche nel caso di una sola rata. Quindi gli interessi passivi maturati non devono produrre ulteriori interessi e gli interessi attivi e passivi devono essere calcolati con la medesima periodicità. In realtà questa regola era già esistente e valida. Infine, il periodo da prendere in considerazione per il calcolo degli interessi non deve essere inferiore a un anno, quindi chi applica calcoli trimestrali non sta seguendo la normativa.

Gli interessi passivi, inoltre, devono essere calcolati al 31 dicembre di ogni anno, anche se il contratto, per fare un esempio, viene stipulato a maggio.

Come possono difendersi le aziende?

Se dovete chiedere un prestito, la cosa più utile da fare per non trovarsi poi nei guai è quella di chiedere una consulenza finanziaria a chi ha le competenze, quindi è un professionista del settore e che sia poi in grado di guidarvi lungo tutta la procedura, ma che soprattutto possa aiutarvi a non finire nella rete di usurai senza scrupoli, anche per questo è sempre meglio rivolgersi a degli istituti bancari.