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Posted in Finanza, Finanziamenti, mutui, Prestiti

Prestiti Personali: Sempre più Famiglie Richiedono Finanziamenti

Negli ultimi anni, a detta dei dati, la crisi del settore del credito sembra attenuarsi. Qualcosa nel settore finanziamenti si muove e sempre più famiglie e imprese chiedono prestiti personali.

In Aumento Finanziamenti e Prestiti Personali: Non Solo Famiglie

A dirlo è il presidente dell’ABI, Antonio Patuelli che, intervistato, si è detto speranzoso e convinto che i tempi di crisi siano ormai alle spalle e che si possa ripartire nel settore dei finanziamenti. Nell’ultimo anno e mezzo la concessione di finanziamenti è aumentata, in particolare negli ultimi mesi sono stati concessi lo 0,2% in più di prestiti personali soprattutto a imprese messe in difficoltà dalla crisi e non più spaventate dal chiedere un prestito in banca.

Ma sono tante anche le famiglie che hanno ripreso a chiedere mutui: circa il 30% in più per l’acquisto di immobili. Basterà citare un dato: l’erogazione dei mutui fino all’ottobre del 2014 ha superato quello dell’intero 2013.

Alcune circostanze ci spingono a pensare che la crisi si stia attenuando, né è convinto il presidente dell’ABI che riporta alcuni dati sostanziali per la ripresa industriale: il crollo del prezzo del petrolio, lo spread in calo e il dollaro più forte che dà man forte alle esportazioni.

Anche Confindustria del resto prevede una ripresa proprio per l’anno appena iniziato. Le imprese italiane per incrementare le attività hanno bisogno dunque di investimenti e quindi di chiedere finanziamenti. E le banche sono ben disposte a concederli. Due sono gli intoppi nel settore dei finanziamenti: uno è l’alta evasione fiscale. Infatti chi evade le tasse nasconde gli utili. Mentre il secondo è l’altissima tassazione sui risparmi.

Ma interrogato sull’Euro, il presidente dell’ABI non lo considera un fattore di ostacolo per la crisi, anzi ritiene che l’Euro “abbia contribuito a rendere gestibile il debito pubblico”.

Ma anche nel settore delle banche ci sono problemi. Di fatti è previsto uno sciopero proprio per il mese di gennaio. Dallo scorso 4 novembre è iniziata una nuova era per le banche con la vigilanza unica bancaria. Ma resta il fatto che non c’è ancora un vero contratto europeo che sostituisca quello nazionale. Il passo successivo è quindi un Testo Unico Bancario Europeo, così che ci siano norme identiche per tutti in Europa senza privilegiare l’uno o l’altro.

Dopo i passi avanti della moneta unica, della Banca Comunitaria Europea ora è il momento di un successivo passo verso un Testo Unico Bancario Europeo.